Come premiare dipendenti

Staff Metodo Vics

Come premiare dipendenti

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Quest’oggi voglio parlarti di come premiare dipendenti, andando ad aumentare il loro stipendio, senza doverti sobbarcare un carico fiscale eccessivo, ovvero parleremo del welfare aziendale.

Non vedi l’ora di scoprire tutto quello che c’è da sapere? Bene allora, mettiti comodo e buona lettura!

Cosa è welfare aziendale

Cosa è welfare aziendale

Innanzitutto vediamo di capire che cosa è welfare aziendale. Si tratta di un meccanismo che permette alla tua azienda di sostenere per conto del tuo dipendente determinati costi che il dipendente stesso andrebbe a sostenere nella sua quotidianità.

Come sempre, per capire il meccanismo del welfare aziendale, facciamo un esempio concreto.

Esempio welfare aziendale

Ipotizziamo di avere un dipendente che mensilmente paga la sua quota di iscrizione in palestra per un importo pari a 300 euro mensili. Il tuo dipendente e riceve dalla tua azienda uno stipendio di 2.000 euro mese. Che il meccanismo si potrebbe attuare? Ipotizziamo che il tuo dipendente sia altamente efficiente e vuoi premiarlo, sopratutto perché ha la tua stessa visione e si comporta alla perfezione all’interno dell’azienda.

Potresti pensare di proporre un un aumento dello stipendio del tuo dipendente per un importo pari appunto a 300 euro al mese, in modo da coprire le sue spese della palestra. Tuttavia, anziché portare lo stipendio di quel dipendente da 2.000 euro a 2.300 euro direttamente in busta paga, potresti andare direttamente a pagare l’abbonamento in palestra di quel dipendente tramite la tua azienda.

In questo modo il tuo dipendente avrebbe comunque un introito in termini di liquidità sempre di 2.000 euro. Tuttavia, avrebbe una minor spesa di 300 euro per quella che è la sua quotidianità. In sostanza è come se il tuo dipendente avesse ricevuto un importo di 2.300 euro di stipendio e non più di 2.000 euro.

Allo stesso tempo quell’importo di 300 euro, che tu come azienda vai a sostenere per conto del tuo dipendente, sarà totalmente esente da tassazione, quindi da trattenute IRPEF e addizionali comunali e regionali e totalmente esente da contributi INPS. Questo significa che avrai raggiunto il tuo obiettivo: avrai aumentato lo stipendio del dipendente senza avere un aumento del carico fiscale per la tua azienda.

Welfare aziendale come premio aziendale

Welfare aziendale come premio aziendale

E’ molto importante utilizzare il concetto di welfare aziendale come premio aziendale.

Cosa intendo? In pratica andrai a creare una sorta di stimolo per i tuoi dipendenti. Se i tuoi collaboratori o dipendenti sanno che al raggiungimento di determinati obiettivi otterranno un premio, tramite questo meccanismo del welfare aziendale, saranno naturalmente sempre più incentivati a lavorare al meglio, ad essere il più possibile efficaci ed efficienti.

Di conseguenza tu otterrai l’obiettivo di avere un’azienda dinamica e costantemente in crescita, con dei collaboratori o dei dipendenti costantemente sul pezzo, senza avere un aumento del tuo carico fiscale.

La collaborazione tra datore di lavoro e dipendente è molto importante perché un’azienda 3.0, un’azienda ideale che si rispetti, deve uscire dalla logica degli anni ’80 della lotta di classe, dove il datore di lavoro si lamentava dei dipendenti e i dipendenti si lamentano del datore di lavoro.

Il welfare aziendale, soprattutto con questo meccanismo premiale, aiuta ad uscire da questa ruota del criceto e a creare appunto un’azienda ideale, un’azienda moderna, un’azienda 3.0.

Welfare aziendale come strumento di retribuzione

Welfare aziendale come strumento di retribuzione

Inoltre, il welfare aziendale oltre che per l’aspetto premiale può essere anche utilizzato per quello che è l’aspetto ordinario della retribuzione. In sostanza si può utilizzare il welfare aziendale come strumento di retribuzione.

Ipotizziamo che hai dei dipendenti con i quali hai stabilito determinati obiettivi da raggiungere. Purtroppo, per poco, non hanno raggiunto tali obiettivi, per cui non puoi andare ad erogare un welfare dal punto di vista premiale. Tuttavia, potresti comunque applicare il welfare aziendale sulle loro retribuzioni ordinarie. Vediamo come.

Torniamo al nostro esempio iniziale, ovvero dell’abbonamento in palestra del tuo dipendente, dal costo di 300 euro al mese. Il tuo dipendente percepisce 2.000 euro di stipendio netto. A quel punto, se non è ancora arrivato a raggiungere l’obiettivo, anziché aggiungere i 300 euro di welfare aziendale alla sua retribuzione di 2.000 euro, potrai “sostituire” quei 300 alla sua retribuzione che oggi sta percependo. In sostanza il dipendente percepirà un netto a pagare di 1.700 euro e tu andrai a pagargli tramite la mia azienda i 300 euro dell’abbonamento in palestra.

Questo significa che la sua situazione di liquidità rimarrà totalmente invariata, ma l’azienda avrà risparmiato tasse e contributi su quei 300 euro di welfare aziendale.

Ovviamente non mancherà l’obiezione del dipendente. Una delle peculiarità di Metodo Vics è quella di presentarti il problema prima ancora che si verifichi e soprattutto presentarti la soluzione per risolverlo.

Il dipendente potrebbe obiettare

Il dipendente potrebbe obiettare, dato che vedrebbe ridotto il suo montante contributivo. Se prima dell’applicazione del welfare percepiva uno stipendio liquido di 2.000 euro, significa che su quello stipendio venivano calcolati e versati i contributi. Con l’applicazione del welfare, invece, i contributi saranno calcolati solo su 1.700 euro. In sostanza la situazione di liquidità rimane invariata, ma c’è una perdita a livello contributivo.

La soluzione potrebbe essere la seguente: si va ad erogare al dipendente uno stipendio di 1.850 euro, con l’aggiunta di un welfare aziendale di 300 euro. Questo significa che, sebbene la sua situazione a livello contributivo è peggiorata (anche se in misura minore), il dipendente avrà ricevuto in termini effettivi un aumento del suo stipendio. Con 1.850 euro di stipendio effettivo, più 300 euro di pagamento dell’abbonamento in palestra che viene effettuato dalla società, alla fine del mese il dipendente ottiene una liquidità di 2.150 euro contro i 2.000 euro che percepiva prima.

L’importanza della cooperazione

L'importanza della cooperazione

Arrivare a questo tipo di compromesso, che fa bene sia al datore di lavoro che al dipendente é molto importante. L’importanza della cooperazione e collaborazione tra datore di lavoro e dipendenti è un aspetto molto importante per un’azienda ideale.

Proprio questo il motivo, Metodo Vics molto spesso fa da tramite tramite, con delle call dedicate, per far capire il concetto del welfare aziendale sia al datore di lavoro che al dipendente, spiegando tutte tutte queste piccole accortezze e tutti questi piccoli accorgimenti che permettono di venire incontro alle esigenze di entrambe le parti.

Come dici? Pensi che il welfare aziendale sia solo per le grandi aziende o per le aziende più strutturate? Assolutamente no. Si tratta di un meccanismo che si può applicare, allo stesso identico modo, anche alle piccole e medie imprese.

Se si pensa da piccoli sicuramente non non si diventerà mai grandi. Se, invece, si pensa da grandi quando si è ancora piccoli ci sono buone possibilità di diventare grandi.

Benefici in termini di assunzioni

Benefici in termini di assunzioni

Inoltre, oltre al meccanismo del welfare aziendale, è importante sapere che ci sono anche dei benefici in termini di assunzioni, recentemente entrati in vigore in Italia.

Ci sono delle tipologie di assunzione che, per i primi tre anni, permettono di ottenere uno sgravio contributivo. Si tratta di assunzioni che riguardano soggetti che vengono inseriti nell’azienda a tempo indeterminato e che devono ovviamente rispettare dei requisiti.

Nel caso di un uomo, deve avere un’età inferiore ai 36 anni oppure superiore a 50 anni e non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Al contempo, per ottenere questi sgravi fiscali, dovrai assumerlo con un contratto a tempo indeterminato, anche part-time.

Nel caso di una donna, invece, non c’è alcun limite d’eta. L’unico requisito da dover andare a rispettare riguarda, anche in questo caso, che non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Al contempo, dovrai inserirla in azienda con un contratto a tempo indeterminato.

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