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Staff Metodo Vics

Consulente fiscale per le criptovalute: serve davvero?

Tabella dei Contenuti

Oggi entriamo del mondo delle criptovalute e nello specifico, di quanto sia importante avere un consulente fiscale per le criptovalute.

Le criptovalute sono uno strumento fortemente utilizzato e che si è decisamente sviluppato negli ultimi anni. Questo ha fatto sì che anche le relative normative fiscali e tributarie siano andate dietro a questo sviluppo e quindi si è preso in considerazione l’ipotesi di regolamentare il più possibile il funzionamento fiscale delle criptovalute.

Proprio in questo contesto entra in gioco la necessità di avere il supporto di un consulente fiscale che conosca al meglio il mondo delle criptovalute.

Tassazione criptovalute: esiste davvero?

Tassazione criptovalute esiste davvero

In tanti pensano che la tassazione criptovalute non esista e che siano quindi una sorta di paradiso fiscale, ma tutto questo non è esatto.

Partiamo dal contesto internazionale per cercare di capire come si sta sviluppando il sistema di normative che avrà il compito di regolare le criptovalute a livello globale.

Ad esempio, recentemente, negli USA è stata approvata una norma secondo la quale a partire dal 2024, nel momento in cui si detiene un portfolio di criptovalute il cui valore supera i 10.000 dollari, sarà necessario un obbligo di dichiarazione.

Che significa tutto questo? Semplice, anche le criptovalute sono soggette a tassazione.

Tassazione criptovalute Italia

Tassazione criptovalute Italia

Probabilmente ora vorresti sapere se esiste una tassazione criptovalute Italia, vero?

Dal punto di vista della normativa fiscale italiana, non c’è una legge specifica che vada a regolamentare le criptovalute. Tuttavia, esistono differenti norme che riguardano le transazioni finanziarie, alle quali le transazioni di criptovalute sono state assimilate.

Nello specifico, le criptovalute sono assimilate a degli scambi in valuta estera. Per tale motivo c’è comunque l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi ed ecco perché è importante avere un consulente fiscale a nostra disposizione.

Il solo fatto di detenere delle criptovalute ci porta a dover compilare obbligatoriamente nella nostra dichiarazione dei redditi il quadro RW, riservato appunto alle operazioni in valuta estera.

A prescindere, quindi, dall’andamento del nostro portafoglio di criptovalute, che sia in attivo o in passivo, nel momento in cui deteniamo delle criptovalute dobbiamo compilare il quadro RW riportando il controvalore in euro.

In questa circostanza potremmo trovarci a dover versare quella che viene definita IVAFE, cioè l’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero. Si tratta di un’imposta che nella maggior parte dei casi viene versata in misura fissa, con un importo che può oscillare tra i 50 e i 100 euro.

Tassazione plusvalenze criptovalute

Tassazione plusvalenze criptovalute

In Italia esiste anche un altro aspetto di tassazione al quale le criptovalute sono assimilate, che è quello delle cosiddette plusvalenze finanziarie.

Tassazione plusvalenze criptovalute: cosa significa? Se detengo un portafoglio di criptovalute il cui controvalore in euro supera i 51.645 euro, a quel punto sulle plusvalenze derivanti dalle mie transazioni tramite criptovalute dovrò andare a pagare un’aliquota fissa del 26%.

Come si effettua questo calcolo? Qui subentra la necessità di avere un consulente fiscale per le criptovalute a propria disposizione.

Nel momento in cui si chiude l’anno fiscale, il nostro broker di criptovalute ci fornisce quello che è il rendiconto dell’andamento delle criptovalute nel corso dell’anno (statement).

Plusvalenza e minusvalenza

Questo documento deve essere inviato al nostro consulente fiscale, che andrà ad analizzare questi numeri ed inserirà quello che è il controvalore iniziale in euro e il controvalore finale in euro del nostro portafoglio di criptovalute. Se il nostro portafoglio supera i 51.645 euro, il nostro consulente andrà a verificare se si è realizzata una plusvalenza: se la differenza del valore di fine anno è superiore rispetto al valore di inizio anno, su quella differenza sarà applicata un’aliquota del 26%.

Se, invece, si verifica una minusvalenza, quest’ultima sarà riportata nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo e diventerà un costo deducibile. Cosa significa? Significa che all’eventuale plusvalenza che genereremo nell’anno successivo si andrà a sottrarre questa minusvalenza, prima dell’applicazione dell’aliquota del 26%.

Quando si paga questa ritenuta del 26% sulla plusvalenza? Dovrai pagarla nel momento in cui c’è la scadenza di quelle che sono le imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi. Ad esempio, l’aliquota sulla plusvalenza realizzata sul nostro portafoglio criptovalute nel 2021 deve essere pagata entro luglio 2022. Inoltre, avrai la possibilità di andare a rateizzare questo importo fino a 5 rate mensili.

Consulente fiscale per le criptovalute: serve davvero?

Consulente fiscale per le criptovalute

Alla luce di quanto detto avrai ormai capito che un consulente fiscale per le criptovalute serve davvero. Ma quale figura dobbiamo scegliere?

In questo caso è molto importante avere un consulente fiscale che, oltre a conoscere la normativa fiscale, conosca il funzionamento delle criptovalute. In questo modo sarà in grado di elaborare correttamente la dichiarazione dei redditi. Inoltre, deve essere anche in grado di consigliarti una strategia da attuare per cercare di ridurre il carico fiscale derivante dalle criptovalute.

Insomma, è dunque fondamentale essere seguiti da un consulente fiscale che abbia la conoscenza sia della normativa fiscale che del mondo delle criptovalute. Quindi? Cosa stai aspettando? Richiedi subito una nostra consulenza gratuita.

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