Cosa rischia chi non fa la dichiarazione dei redditi

Staff Metodo Vics

Cosa rischia chi non fa la dichiarazione dei redditi

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Quest’oggi affronteremo un tema abbastanza importante, andando a capire cosa rischia chi non fa la dichiarazione dei redditi.

Se vuoi saperne di più non devi far altro che metterti comodo e dare un’occhiata ai prossimi paragrafi. Buona lettura.

Cosa è dichiarazione dei redditi

Cosa è dichiarazione dei redditi

Iniziamo con una panoramica su cosa è dichiarazione dei redditi e su quale tipologia di dichiarazioni dei redditi esistono.

Dobbiamo distinguere tra dichiarazione dei redditi relative a soggetti non titolari di partita IVA e dichiarazioni dei redditi relative a soggetti titolari di partita IVA.

I soggetti non titolari di partita IVA presenteranno il cosiddetto modello 730 che sarà la loro dichiarazione dei redditi. I soggetti titolari di partita IVA, invece, presenteranno invece il cosiddetto modello redditi.

Naturalmente la ratio e lo scopo è sempre lo stesso, così come le generiche modalità di funzionamento, ma cambia il nome e anche l’impostazione grafica delle due tipologie di dichiarazione. Inoltre, all’interno dei soggetti titolari di partita IVA ci sarà un modello redditi specifico per ogni forma giuridica, quindi se sei un titolare di partita IVA individuale presenterai il modello redditi semplice, se sei un titolare o un amministratore di società di persone presenterai il modello redditi SP, mentre se hai una società di capitali presenterai il modello redditi SC.

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi

Fatta questa panoramica andiamo a capire quando si presenta la dichiarazione dei redditi.

Per quello che riguarda il modello 730, quindi per i soggetti non titolari di partita IVA, la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi è il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento.

Per quello che riguarda il modello redditi, quindi per tutti i titolari di partita IVA, la scadenza per la presentazione è il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento.

Naturalmente dalla dichiarazione dei redditi, che sia 730 o che sia modello redditi, scaturisce quello che è l’importo delle imposte sul reddito che bisogna versare. Questo importo dovrà essere versato a partire dal mese di luglio dell’anno successivo a quello di riferimento, infatti può essere versato entro il 30 luglio in unica soluzione oppure con fino a 5 rate mensili, a partire dal 30 luglio fino al 30 novembre.

Cosa si rischia se non si presenta la dichiarazione dei redditi

Cosa si rischia se non si presenta la dichiarazione dei redditi

Hai dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi (sia modello 730 che modello redditi), magari perché il consulente non te lo ha ricordato o semplicemente perché lo hai dimenticato. Immagino che tu ora voglia capire cosa si rischia se non si presenta la dichiarazione dei redditi nei tempi stabiliti.

In questo caso non ho buone notizie, perché si rischia una sanzione molto pesante. Quest’ultima può andare dal 120% fino al 240% dell’importo che avresti dovuto versare a livello di tasse qualora avessi presentato la dichiarazione dei redditi.

Facciamo un esempio:

Ipotizziamo che qualora avessi presentato la dichiarazione dei redditi sarebbe scaturito un importo da versare di 10.000 euro. Hai dimenticato di presentare la dichiarazione, per cui ora cosa succede? In questo caso dovrai comunque versare i 10.000 euro previsti, a cui dovrai aggiungere una sanzione. Quest’ultima può andare, a seconda di quello che stabilisce di volta in volta l’ente preposto al controllo, dal 120% al 240% di quei 10.000 euro.

Quindi, nella migliore delle ipotesi in cui venga applicata la sanzione minima del 120%, andrai a pagare altri 12.000 euro di sanzione. Come puoi capire si tratta di una sanzione molto pesante.

Nel momento in cui dalla dichiarazione dei redditi che non hai presentato fosse venuto fuori un importo a credito, quindi nulla da versare, l’omessa presentazione della dichiarazione comporta il versamento di una sanzione standard che va da 250 a 2.000 euro. Anche in questo caso a discrezione dell’ente preposto al controllo.

Niente paura però perché ci sono comunque le possibilità di sanatoria. Cosa significa? Se non hai presentato la tua dichiarazione, ma ti rendi conto di tale dimenticanza entro 90 giorni dalla scadenza originaria, potrai sanare questa omissione pagando un ravvedimento di un importo di soli 25 euro. In questo caso andrai quindi a pagare l’imposta dovuta con un piccolo importo di interessi e sanzioni che si aggira intorno al 3%.

Come dici? Sono passati i 90 giorni? In questo caso la tua dichiarazione è considerata omessa. Tuttavia, anziché attendere che se ne accorga l’ente preposto al controllo e che vada ad applicare la sanzione piena, potresti regolarizzare spontaneamente la tua posizione entro la scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. In questo caso, le sanzioni del 120% e del 240% sarebbero dimezzate, passando da un minimo del 60% a un massimo del 120%.

Ovviamente tutti questi meccanismi valgono anche per le altre tipologie di dichiarazioni e comunicazioni che si trovano a presentare i titolari di partita IVA, ad esempio la dichiarazione IVA.

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