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Staff Metodo Vics

Differenza tra ricavo e fatturato

Tabella dei Contenuti

Quest’oggi andiamo ad analizzare due concetti che molto spesso vengono considerati sovrapposti, ma in realtà non è proprio così. Analizzeremo il concetto di ricavo e di fatturato e scopriremo la differenza tra ricavo e fatturato.

Se vuoi saperne di più sull’argomento, non devi far altro che metterti comodo e dare un’occhiata ai prossimi paragrafi. Buona lettura!

Il concetto di ricavo

Il concetto di ricavo

I ricavi di un’azienda sono ovviamente la principale fonte di sostentamento della stessa o meglio, così dovrebbe essere per far sì che un’azienda funzioni.

Molto spesso il concetto di ricavo, però, viene sovrapposto al concetto di fatturato in realtà, in maniera errata. Il bilancio di ogni azienda presenta la macro voce “ricavi” all’interno della quale sono contenute diverse sottovoci, ad esempio “ricavi dalle vendite dei beni o dalla prestazione di servizi”, “altri ricavi e proventi”, “rimanenze di magazzino” o “ricavi e proventi derivanti da gestione straordinaria”.

Questo significa che il concetto di ricavo ingloba qualcosa di più rispetto alla sola voce del fatturato. In questo caso si parla di micro voci all’interno del bilancio.

Il concetto di fatturato

Il concetto di fatturato

Il concetto di fatturato, invece, si restringe ad una sola micro voce, ovvero “ricavi da vendita di beni e prestazioni di servizi”. Questa indica il fatturato della tua azienda, che non è detto che coincida con il totale dei ricavi.

Perché succede questo? Semplice, oltre a ricavi provenienti dalla vendita di beni e servizi, possono essere presenti anche altri tipi ricavi, che non corrispondono però al fatturato della tua azienda. Tra questi possiamo trovare le rimanenze di magazzino o proventi straordinari derivanti, ad esempio, dalla vendita di un immobile.

Perché è importante andare a distinguere questi due concetti? I ricavi che coincidono con il fatturato, quindi con la voce “ricavi per vendita di beni e prestazioni di servizi”, hanno un trend costante, ovvero li ritroveremo sempre all’interno della nostra attività aziendale.

Le altre voci di ricavi che non fanno parte del fatturato, invece, sono delle voci che solitamente non si ripetono costantemente. Per tale motivo non possono essere considerate delle voci di trend e quindi delle fonti di entrata per la nostra attività.

È importante quindi isolare il fatturato rispetto a tutte le altre voci di ricavo, proprio per andarlo a rapportare con i costi. Una buona analisi di bilancio e una buona pianificazione dovrebbe prevedere che il fatturato sia rapportati costi, non al totale dei ricavi, perché il fatturato è quello che effettivamente viene generato dal lavoro dell’azienda.

Il fatturato nella sostanza va a coincidere con il totale delle fatture che abbiamo emesso, ovviamente depurato dall’IVA. Se quindi nell’anno emettiamo fatture per 1 milione e 220 mila euro, di cui al netto dell’IVA avremo 1 milione di euro, significa che il nostro fatturato è pari ad 1 milione di euro ed è quel fatturato che dovremo andare a rapportare con i costi aziendali per capire come sta andando la nostra azienda.

Costi fissi e costi variabili

Costi fissi e costi variabili

Ovviamente per generare fatturato avremo necessità di sostenere determinati costi che possono essere distinti tra costi fissi e costi variabili.

I costi fissi sono quelli che non cambiano all’aumentare o al diminuire della produzione, mentre i costi variabili sono quelli che crescono o diminuiscono in maniera direttamente proporzionale alla nostra produzione.

I costi fissi andrebbero sempre ridotti al minimo. In questo modo, all’aumentare del fatturato avremo un aumento direttamente proporzionale dei costi variabili, ma il margine sarà sempre crescente perché i costi fissi sono bassi.

Molto spesso all’interno dei costi fissi si annidano quelli che possiamo definire dei costi nascosti. Si tratta di costi che in realtà non comportano un impatto sul fatturato e ne esistono di diversi tipi. Ad esempio, tra questi vi è la ricerca di un nuovo collaboratore, che distrae l’imprenditore da quella che è la sua vera funzione, ovvero controllare tutto l’andamento aziendale.

Un altro costo nascosto, molto spesso, si può annidare all’interno di un canone di locazione. Spesso non ci rendiamo conto che è inutile dotarsi di locali molto grandi. Molto spesso, per determinate tipologie di attività, non è necessario dotarsi di locali grandissimi che magari comportano un alto costo di affitto e delle utenze. Per ottimizzare questo aspetto ti basta svolgere la tu attività in un locale più piccolo.

Questo è un ottimo modo per mantenere lo stesso fatturato, ma con un costo di locazione e delle utenze ridotto. Di conseguenza, il margine aumenta.

Insomma, il fatturato va sempre rapportato ai costi per capire quali sono i costi nascosti all’interno dell’azienda. I costi nascosti non hanno un impatto positivo sul fatturato e per analizzarli al meglio è importante avere sempre ben presente dove andare ad identificare il fatturato, che corrisponde alla micro voce di bilancio “ricavi da vendita di beni e da prestazione di servizi”.

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